Essere oggi un progettista della comunicazione vuol dire dover padroneggiare una vastità di competenze che un tempo erano più distribuite tra persone diverse.

Gestire un intero flusso di lavoro che passa attraverso diverse discipline e nuove skills con cui fare i conti ogni giorno: dal graphic design tradizionale al visual content design, dal brand design allo User experience design e al design delle interfacce digitali, passando per il digital imaging, il digital publishing e, soprattutto, oggi, la padronanza della Generative AI.

Non si può essere specialisti in tutte queste discipline, ma è fondamentale riuscire a orientarsi molto bene mantenendo il focus profondo sulle proprie verticalità. 

Cosa fa un designer della comunicazione?

Definire il cosa, il come, a chi comunicare per aumentare la visibilità del proprio marchio è un’attività non da poco e andrebbe affidata a chi sa come fare e quali strumenti utilizzare per farlo.

  • Individuare il mix di strumenti e canali da cui partire per cominciare a comunicare e creare un legame con il pubblico
  • Creare la percezione che le persone dovranno avere di noi e dei prodotti/servizi offerti, e potenziarne il posizionamento.
  • Guidare il processo di acquisto delle persone
  • Aumentare il valore percepito e costruire o consolidare il brand

Progetto da anni l’identità visiva di aziende e professionisti (logo, payoff, colori, tratti, tipografia, stilemi, codici visivi, toni di comunicazione, ecc.) costruendo nel tempo un’immagine e una personalità di marca all’interno del proprio mercato.

Le attività specifiche di mia competenza in questo ambito sono:

  • Logo design
  • Visual identity e brand codes
  • Web / UI design
  • Post-produzione e Fotoritocco
  • Impaginazione editoriale tradizionale e digitale
  • Motion design

Progetto e disegno interfacce di siti web dai primi anni Duemila. All’epoca lo si faceva perlopiù con Photoshop, si creavano i layout e gli asset grafici e si passavano al web master che li traduceva in codice html.

Oggi le applicazioni si sono evolute, sono cambiate e ne sono nate delle nuove, più propriamente adatte al design delle interfacce digitali (es. Figma, Sketch, Adobe XD quelle più diffuse).

Quello che un tempo si definiva web design si è evoluto in approcci più profondi, trasformandosi prima in user experience design e poi in user interface design: decine di interfacce differenti vanno concepite in base ai diversi dispositivi e touchpoint esistenti.

La componente visiva è determinante più che mai, ma la conoscenza del comportamento degli utenti è diventata imprescindibile.

Si tratta della progettazione dei contenuti visivi per la comunicazione su tutti i canali digitali, dal sito web ai social network a tutti i vari touchpoint: progettare gli asset grafici per i social, le immagini fotografiche e i viusal per le campagne pubblicitarie, gli elementi compositivi per una landing page, mantenendo la coerenza visiva del brand e rispettando gli standard di accessibilità digitale dettati dal W3C.

Un flusso di lavoro in continua evoluzione, che segue logiche che cambiano, comportamenti degli utenti che si modificano, tecnologie che evolvono.

Scrivere è uno delle più grandi forme del comunicare.

Nella mia vita ho anche scritto tanto, centinaia di testi.

Ho scritto progetti di comunicazione, company profile, brief e claim di campagne pubblicitarie, pay-off per i marchi e script video e radiofonici.

Ho editato testi didattici e ho buttato giù anche il testo di qualche canzone.

Ho scritto e rielaborato testi per siti web, blog e articoli online, nomi per nuovi prodotti, rami aziendali e nuove imprese. Ho scritto un paio di storie mai pubblicate e un saggio che racconta di musica ed è in libreria.

Oggi continuo a scrivere per il piacere di farlo, pubblicando qualche articolo o contributo su social e blog.

L’insieme di tutte le attività su descritte, o anche parte di esse, si traduce in una serie di step operativi, analizzando innanzitutto la situazione attuale di un’azienda, i suoi canali e i suoi strumenti attivi nel mercato e dunque valutando quali sono, se ce ne sono, gli interventi migliorativi da attuare.

Una volta pianificate le attività si lavora per progettare, perfezionare o ricostruire l’identità di comunicazione, si ottimizzano i vari touchpoint uniformandone la strategia visiva e di comunicazione del brand verso i suoi utenti e consumatori.

Pensi che tutto ciò possa interessare la tua attività?